I numeri
Secondo le fonti, nel periodo 2024/25 il fatturato globale delle aste di arte contemporanea si è attestato a 1,44 miliardi di dollari, un livello in linea con quello dei primi anni 2010, ma sensibilmente inferiore al picco storico di 2,75 miliardi di dollari registrato nel 2021/22. In un solo anno, il numero di risultati superiori al milione di dollari è diminuito di circa il 30%, confermando una tendenza già emersa nel periodo precedente (2023/24). Parallelamente, il numero di lotti venduti ha raggiunto un nuovo massimo storico, con 146.750 opere aggiudicate, segnando il quinto anno consecutivo di crescita dei volumi. Le vendite di lotti al di sotto dei 5.000 dollari rappresentano oggi circa l’85% delle transazioni, pur contribuendo solo per l’8% al valore complessivo: un dato che evidenzia il persistente squilibrio strutturale tra volume e valore, caratteristico del mercato dell’arte. Nonostante il contesto macroeconomico incerto, il tasso di venduto si mantiene stabile, attestandosi intorno al 65%, a conferma di un sostanziale equilibrio tra domanda e offerta.
La geografia
Gli Stati Uniti, la Cina e il Regno Unito restano i tre poli centrali del mercato, concentrando complessivamente quasi l’80% del fatturato globale dell’arte contemporanea (1,15 miliardi di dollari). Gli Stati Uniti mantengono la leadership con 572,6 milioni di dollari (40%), seguiti dalla Cina con 310,8 milioni (21,5%) e dal Regno Unito con 271 milioni (18,5%). Tuttavia, proprio Stati Uniti e Cina spiegano da soli oltre il 90% della contrazione del fatturato globale, a causa del rallentamento delle vendite di opere sopra i 100.000 dollari.
In questo contesto, Parigi emerge come la piazza più dinamica al mondo in termini di numero di transazioni, beneficiando di una forte densità istituzionale e di un mercato meno dipendente dai record di prezzo. Parallelamente, le capitali secondarie e i mercati regionali stanno acquisendo un ruolo crescente, grazie alla digitalizzazione delle aste e a una domanda più diffusa e meno concentrata sui grandi hub storici.
Il mercato ultra-contemporaneo
Il settore ultra-contemporaneo rimane uno dei principali motori di rinnovamento del mercato dell’arte contemporanea. Secondo Artprice, oltre 3.000 artisti under 40 sono oggi attivi nelle aste, su una base complessiva di più di 47.000 artisti contemporanei presentati almeno una volta sul mercato nell’ultimo anno. Esaurita la fase di forte speculazione post-Covid, che aveva portato alcuni giovani artisti a risultati eccezionali, questo comparto continua a crescere soprattutto in termini di volumi e visibilità.
I numeri confermano la portata del cambiamento: le opere contemporanee vendute all’asta sono passate da poco più di 15.000 vent’anni fa a 146.750 oggi, con una crescita particolarmente marcata nell’ultimo decennio. Circa un artista su cinque fa il proprio debutto annuale, segnalando un costante ricambio dell’offerta. Al tempo stesso, la selezione si è fatta più rigorosa e il supporto delle grandi gallerie internazionali risulta sempre più determinante per costruire carriere sostenibili nel medio-lungo periodo. Complessivamente, si delinea un mercato più ampio e accessibile, meno dipendente dai record di prezzo e sempre più orientato alla scoperta di nuovi linguaggi e talenti, in cui l’area ultra-contemporanea svolge un ruolo chiave nel sostenere vitalità e rinnovamento del sistema.
NFT e arte generativa
Nel 2024/25, il mercato degli NFT ha generato 4,8 milioni di dollari attraverso 235 vendite su 265 lotti presentati, con una netta predominanza di Sotheby’s, che ha concentrato oltre l’80% del valore e del volume. L’arte generativa domina ormai il segmento, mentre il fenomeno dei PFP (Profile Pictures) – collezioni digitali di immagini uniche o semi-uniche, spesso generate in serie con caratteristiche variabili – ha perso centralità rispetto agli anni precedenti.
Alcuni NFT hanno registrato incrementi significativi di valore: ad esempio, “Machine Hallucinations – Space | Chapter II: Mars” di Refik Anadol è passato da 194.000 dollari nel 2021 a 900.000 dollari nel 2025, confermando la crescente rilevanza degli artisti generativi e della cosiddetta Ultra-Contemporary Art digitale. Tuttavia, la maggior parte dei lotti si è attestata su valori più contenuti, con prezzo medio di 17.785 dollari e mediano di 5.040 dollari, e alcuni NFT sono stati venduti anche a meno di mille dollari, evidenziando la frammentazione e l’eterogeneità del mercato.
Parallelamente, le opere realizzate con il supporto dell’intelligenza artificiale hanno suscitato un acceso dibattito. Secondo Artprice, 37 lotti generati o assistiti dall’IA sono stati venduti per un totale di 2 milioni di dollari, con il record di oltre 1 milione di dollari per “A.I. God. Portrait of Alan Turing” di Ai-Da Robot. Le controversie riguardano principalmente la trasparenza dei dataset, la definizione di originalità e il ruolo dell’IA nella creazione artistica.
Un’altra tendenza importante è l’ibridazione “phygital”, dove l’NFT può accompagnare un’opera fisica come certificato digitale oppure assumere il ruolo principale, come nel caso di “Detritus #3” di Vhils o di “Machine Hallucinations – ISS Dreams – A” di Refik Anadol. Questo approccio sta ridefinendo le modalità di fruizione e collezionismo.
Nonostante le controversie, l’IA continua a integrarsi nel sistema dell’arte, aprendo nuove opportunità creative e commerciali. La regolamentazione futura, come lo European AI Act, introdurrà maggiore trasparenza e standard di autenticazione, influenzando le pratiche delle case d’asta e dei collezionisti, e consolidando l’IA come possibile nuovo driver della creatività contemporanea digitale.
Le artiste donne
Infine, una delle tendenze strutturali più rilevanti evidenziate dall’indagine riguarda la crescente affermazione delle artiste donne. Nel 2025, Marlene Dumas ha stabilito un nuovo record mondiale per una pittrice vivente con la vendita di “Miss January “(1997) a 13,6 milioni di dollari da Christie’s New York, superando il precedente record di Jenny Saville. Anche Lisa Brice, con “After Embah” venduto a 6,89 milioni di dollari, ha raggiunto risultati straordinari, entrando nella top 10 mondiale del trimestre accanto a grandi nomi come René Magritte e Jean-Michel Basquiat.
Altre artiste di rilievo come Cecily Brown, Simone Leigh, Elizabeth Peyton, Sarah Sze, Christine Ay Tjoe, Susan Rothenberg e Roni Horn hanno ottenuto risultati significativi, confermando una solida presenza nel segmento high-end nonostante la contrazione complessiva del mercato a sei cifre. Tra le giovani artiste, esempi come Emma McIntyre mostrano una rapida valorizzazione dopo l’ingresso in gallerie internazionali di rilievo, mentre la tendenza generale evidenzia un crescente riconoscimento delle artiste emergenti e consolidate.
Questa dinamica non si limita ai singoli record: riflette una rivalutazione storica delle donne nel mercato dell’arte, sostenuta da musei, curatori, gallerie e collezionisti istituzionali. Il loro successo evidenzia la capacità delle artiste di resistere alle fluttuazioni del mercato e di crescere in modo strutturale, contribuendo a rendere più inclusivo e diversificato il panorama dell’arte contemporanea globale.
Top 5 delle opere d’arte più costose del 2025
Nonostante i segnali di una maggiore apertura verso il mondo femminile, anche nel 2025 le opere più costose sul mercato sono tutte firmate da uomini, nomi affermati dell’arte moderna e contemporanea particolarmente apprezzati dal collezionismo internazionale. Senza grandi sorprese la piazza di scambio prediletta si conferma New York e la maison protagonista Sotheby’s, che batte Christie’s 4 a 1. Il gusto dei collezionisti rimane saldo su opere di alta qualità e ricercatezza, appartenenti ai segmenti del Post-impressionismo e del XX secolo.
Il 2025 è stato dominato da Gustav Klimt, che occupa l’intero podio delle opere più costose vendute all’incanto, tutte e tre provenienti dalla straordinaria collezione di Leonard A. Lauder.
Medaglia d’oro per “Bildnis Elisabeth Lederer (Portrait of Elisabeth Lederer)” (1914–1916), rarissimo ritratto a figura intera, aggiudicato il 18 novembre da Sotheby’s New York per 236,4 milioni di dollari. Proveniente dalla collezione del presidente emerito di Estée Lauder Companies, scomparso lo Reviewscorso giugno, nonché filantropo e collezionista d’arte americano, il dipinto è diventato la seconda opera più cara mai venduta all’incanto e la più preziosa dell’arte moderna, simbolo della stagione delle vendite 2025.
Segue “Blumenwiese (Blooming Meadow)” (1907), venduta da Sotheby’s per circa 86 milioni di dollari. Tra i paesaggi più sperimentali di Klimt, il formato quadrato e la superficie cromatica costruita a tasselli lo rendono un’opera di grande innovazione formale. È il secondo prezzo più alto mai raggiunto da un paesaggio dell’artista (primato a Birch Forest, 104,5 milioni nel 2022, collezione Paul Allen).
Medaglia di bronzo, infine, per “Waldabhang bei Unterach am Attersee (Forest Slope in Unterach on the Attersee)” (1916), aggiudicata per 68,3 milioni di dollari: un paesaggio tardo che riflette la sintesi estrema del linguaggio del maestro simbolista, particolarmente ricercato per la sua rarità e qualità museale.
Al quarto posto si colloca Vincent van Gogh con “Piles de romans parisiens et roses dans un verre (Romans parisiens)” (1888), venduto per 62,7 milioni di dollari. Natura morta del periodo parigino, probabilmente ispirata a una stanza dell’appartamento del fratello Theo, coniuga intensità cromatica e rarità sul mercato. L’opera ha quasi duplicato il precedente primato per un’opera della fase parigina dell’artista post-impressionista, fissato nel 2024 a 33,2 milioni di dollari per “Corner of a Garden with Butterflies” (1887).
Chiude la top 5 Mark Rothko con “No. 31 (Yellow Stripe)” (1958), aggiudicato – questa volta da Christie’s – per 62,2 milioni di dollari, opera matura che conferma la solidità dell’Espressionismo Astratto nel segmento blue-chip.
Nel complesso, nonostante un clima di generale cautela, i risultati riflettono un mercato sempre più orientato verso opere storicizzate, di qualità museale e con provenienze importanti, veri fattori anticiclici e capaci di generare competizione, record e attenzione mediatica. Il 2025 si chiude così con una rinnovata vitalità e un’energia che sembrava sopita ma che ora torna ad animare il mercato con maggiore lucidità e maturità.
Prospettive future
La fotografia restituita dal report descrive un mercato dell’arte in fase di adattamento e riorganizzazione, che mostra una sorprendente vitalità nel segmento più accessibile, oggi particolarmente dinamico, inclusivo e capace di attrarre un pubblico sempre più ampio e diversificato.
Il quadro delineato evidenzia l’emergere di un mercato più esteso e accessibile, meno dipendente dai record di prezzo. L’ampliamento della base collezionistica, lo sviluppo delle vendite online e la crescente integrazione tra canali fisici e digitali si configurano come i principali driver di crescita per i prossimi anni. In questo contesto, la qualità dei dati, la trasparenza informativa e la capacità di interpretare i mutamenti culturali e tecnologici assumono un ruolo centrale. Il mercato dell’arte contemporanea si conferma così non solo come spazio di scambio economico, ma come ecosistema complesso, in cui valore culturale, innovazione e nuove sensibilità generazionali ridefiniscono continuamente le dinamiche del collezionismo globale.
È proprio all’interno di questo scenario più articolato e in rapida evoluzione che si sta progressivamente affermando, trasversalmente alle diverse generazioni, la consapevolezza dell’importanza di costruire e trasmettere le collezioni in modo informato, strutturato e consapevole. Disporre di un servizio di art advisory professionale, strategico e calibrato sulle specifiche esigenze del cliente diventa quindi un elemento chiave, come dimostra l’esperienza che Allianz Bank offre da anni alla propria rete di consulenti finanziari attraverso la collaborazione con il team di art advisors dello studio legale Charles Russell Speechlys. Dalla valutazione alla vendita, dal lascito testamentario alla donazione, fino alla creazione di trust, fondazioni o altre strutture giuridiche finalizzate alla valorizzazione e alla fruizione pubblica delle opere, il ruolo del consulente d’arte è quello di accompagnare il collezionista, illustrando e coordinando le diverse opzioni disponibili lungo l’intero ciclo di vita della collezione.