Questa sovrapposizione tra impresa e imprenditore, tra socio e manager, era figlia dei suoi tempi e rispecchiava una realtà – quella in cui peraltro la finanza arrivava in massima parte dalla banca del territorio – di imprese di media dimensione di cui il nostro Paese era pieno.
La globalizzazione, lo sviluppo industriale, le nuove tecnologie e l’allargamento ed internalizzazione delle famiglie hanno, un po’ alla volta, modificato questo paradigma, rendendo le aziende sempre più sofisticate e le famiglie bisognose di servizi sempre più variegati e complessi.
Oggi l’imprenditore è chiamato ad evolversi e a mutare adattandosi alle esigenze che derivano dall’amministrazione di un patrimonio che si sta facendo via via più complesso, sia per la tipologia dei beni che lo compongono che per le relazioni che ne derivano. Per fare alcuni esempi:
- Da un periodo in cui l’imprenditore curava poco la tesoreria dell’azienda e, forse ancor meno, il proprio patrimonio personale, oggi è fortemente avvertita l’esigenza di una visione complessiva, che consenta di valorizzare l’azienda e tutelare l’imprenditore. Oggi è, infatti, chiamato a divenire “l’ingegnere patrimoniale” di tutti i propri asset fisici, immateriali, relazionali e familiari.
- La partecipazione di nuovi soci alla compagine societaria, seppur funzionale al rafforzamento patrimoniale e allo sviluppo aziendale, comporta una parziale rinuncia – in termini di governance, distribuzione degli utili o diritti amministrativi – che l’imprenditore deve valutare con consapevolezza e strumenti di tutela adeguati. L’equilibrio tra la salvaguardia del controllo strategico da parte dell’imprenditore e l’apertura del capitale a soggetti terzi investitori costituisce un’operazione complessa e delicata, che implica un contemperamento tra interessi divergenti, una segregazione tra imprenditore/socio ed imprenditore/manager, ma anche l’opportunità per aprire ad un passaggio generazionale ed industrializzare l’azienda.
Oggi dunque l’obiettivo è il governo strategico del patrimonio complessivo, che include sia la dimensione personale e familiare, sia la dimensione aziendale. All’imprenditore moderno servono risposte molto più sofisticate, che abbiano una visione complessiva e capacità di diversificazione e, pertanto, necessita di interlocutori specializzati.